Custodes memoriae: l’Opera di Santa Maria del Fiore, restauri, ristrutturazioni e prospettive
Martedì 28 aprile 2026 dalle 10.00 alle ore 13.00 Sala Rosa Padiglione Arsenale
Arch. Vincenzo Vaccaro – consigliere dell’opera del Duomo (OPA): “L’opera del Duomo e i programmi futuri”
Ing. Marcello Santini – Direttore Operazioni OPA: “L’ex convento Eugeniano: recupero e rifunzionalizzazione"
Arch. Beatrice Agostini – responsabile ufficio restauri OPA: “Il restauro della volta musiva del Battistero: 1080 m2 di mosaico realizzato con oltre 10 milioni di tessere policrome”
Mons. Timothy Verdon- Direttore, Museo dell’Opera del Duomo: “Il Museo dell’Opera del Duomo: crescita, espansione, restauro”
Arch. Piero Guicciardini: “Continuità e trasformazione: l’ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo”.
SALONE DEL RESTAURO PRESENTAZIONI
- Vincenzo Vaccaro – consigliere dell’opera del Duomo: “L’opera del Duomo e i programmi futuri”
L’Opera di Santa Maria del Fiore fu fondata nel 1296 dalla Repubblica Fiorentina per gestire la costruzione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del suo Campanile, con il coinvolgimento delle autorità religiose cittadine. Dopo la consacrazione della Cattedrale nel 1436 e il completamento dei lavori, il suo ruolo si trasformò: da ente costruttore divenne responsabile della conservazione e valorizzazione del complesso. Nel tempo si ampliarono anche i beni amministrati, includendo il Battistero di San Giovanni (dal 1777) e il Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore (dal 1891), creato per custodire opere d’arte rimosse dai monumenti principali.
L’Opera di Santa Maria del Fiore, ha pianificato a partire dal 2026 un imponente programma di interventi che interessano i monumenti e gli immobili di Piazza del Duomo. In particolar modo, verrà iniziato il restauro del Campanile, continuerà il restauro della volta musiva del Battistero e verrà realizzato un importante ampliamento del museo.
- Marcello Santini – Direttore Operazioni OPA: “L’ex convento Eugeniano: recupero e rifunzionalizzazione"
Il Collegio Eugeniano è un antico istituto fondato nel 1435 da Papa Eugenio IV e inserito nello Studium fiorentino; per secoli ha svolto un ruolo importante nella vita culturale della città.
L’intervento intrapreso dall’Opera di Santa Maria del Fiore ha avuto come obiettivo l’unificazione delle sedi in un unico complesso immobiliare, in grado di accogliere le funzioni di rappresentanza, tecnico-amministrative e di supporto al personale.
L’edificio, strategicamente situato in prossimità del Duomo, si affaccia con un prospetto su Via del Corso e con l’altro su Via dello Studio.
Il palazzo è vincolato come bene architettonico e, nel corso dei secoli, è stato oggetto di una significativa stratificazione di interventi e modifiche che ne hanno determinato un assetto sostanzialmente diverso da quello originario, sia dal punto di vista dell’impianto strutturale e distributivo, sia da quello dell’apparato decorativo interno.
La superficie complessiva è di circa 1.400 metri quadrati, distribuiti su diversi corpi di fabbrica.
L’intervento è stato contrattualizzato nel settembre 2023.
Elementi cardine per la realizzazione e l’ottimizzazione di tempi e costi sono stati:
- la definizione, in fase progettuale, di metodologie e tecniche costruttive condivise con l’impresa;
- il monitoraggio, da parte dell’Opera, dell’avanzamento della progettazione, con la condivisione delle variabili e delle relative valutazioni economiche;
- la rapida gestione delle criticità emerse in fase di esecuzione e la definizione e attuazione di soluzioni alternative per limitare eventuali incrementi di costi e ritardi.
L’attività si è conclusa ed è attualmente in corso il trasferimento dei vari uffici nella nuova sede.
- Beatrice Agostini – responsabile ufficio restauri OPA: “Il restauro della volta musiva del Battistero: 1080 m2 di mosaico realizzato con oltre 10 milioni di tessere policrome”
Avviato ormai da tre anni, il grande cantiere che rende possibile il restauro dei magnifici mosaici duecenteschi policromi su fondo oro della cupola del Battistero di San Giovanni a Firenze è oggi pienamente operativo. L’intervento, che si sviluppa su un arco temporale complessivo di sei anni, rappresenta il primo restauro organico della volta musiva dopo oltre un secolo, dall’ultimo grande intervento condotto tra il 1898 e il 1907.
Il restauro della cupola mosaicata si fonda sull’esperienza maturata nei precedenti interventi sulle pareti interne del Battistero e sulle informazioni raccolte sui restauri storici. Le indagini e le verifiche condotte in questi anni hanno confermato una situazione complessa: circa 344 metri quadrati di mosaico antico allettato su malta originale, in parte interessato da fenomeni di distacco; 567 metri quadrati di superfici staccate e riallettate su malta cementizia durante il restauro di fine Ottocento; 128 metri quadrati di superfici ricostruite, dopo le cadute ottocentesche, prima come intonaco decorato (1820-1823) e poi nuovamente a mosaico.
Le campagne di indagini diagnostiche, avviate nelle prime fasi del cantiere, hanno permesso di analizzare lo stato di conservazione delle tessere, la composizione dei materiali e il loro grado di coesione. I dati raccolti – grafici, fotografici e scientifici – consentono di definire con sempre maggiore precisione le metodologie di intervento più idonee per ciascuna problematica, individuando materiali compatibili e soluzioni tecniche innovative per il prosieguo del restauro.
Gli oltre 1.000 metri quadrati di mosaici – realizzati con circa 10 milioni di tessere policrome, di dimensioni variabili tra 5 e 20 millimetri per lato – sono attualmente oggetto di un complesso lavoro volto a recuperare la stabilità strutturale delle superfici, migliorare l’adesione dei mosaici alla volta, arrestare i fenomeni di degrado e restituire piena leggibilità allo splendore del fondo oro e ai vividi colori delle tessere vitree.
- Samuele Caciagli- responsabile ufficio tecnico OPA: “Un cantiere e due restauri: il Campanile di Giotto e i soffittoni della Cattedrale”
Nel mese di marzo hanno preso avvio i lavori per l'allestimento di un grande cantiere ai piedi del Campanile di Giotto.
Si tratta di un cantiere particolare, studiato al dettaglio e reso funzionale per la conduzione di due grandi interventi di restauro e consolidamento strutturale come quelli del Campanile di Giotto e dei cosiddetti "Soffittoni" della Cattedrale.
Il progetto prevede il restauro dei paramenti esterni del campanile di Giotto, delle superfici lapide interne, il consolidamento degli elementi strutturali, ove necessario, oltre a studi finalizzati ad interventi manutentivi localizzati come quelli sulla cella Campanaria o sul pennone. Per l’esecuzione delle opere è stata per questo predisposta un’area a terra, più larga durante le fasi di montaggio del ponteggio e più stretta durante l’intervento di restauro, utile ad ospitare le attrezzature necessarie per le lavorazioni e gli impianti di risalita verticale, quali scale e montacarichi. Il Ponteggio verrà realizzato a fasi e i lavori partiranno dall’alto per svilupparsi verso terra. Al completamento di ogni fase, il ponteggio verrà traslato verso il basso e si procederà allo smontaggio delle porzioni superiori già restaurate. Sarà così possibile svelare, sugli esterni, i risultati di questo importante intervento durante lo svolgimento generale del cantiere. Il ponteggio sarà un’opera unica e altamente ingegneristica, caratterizzata da una grande innovazione tecnologica e da una leggerezza visiva che ne permetterà la visione di ampie porzioni, non impedirà la visione verso l’esterno da parte dei turisti e non limiterà la visibilità del percorso interno e la fruizione della terrazza panoramica.
- Timothy Verdon- Direttore, Museo dell’Opera del Duomo: ““Il Museo dell’Opera del Duomo: crescita, espansione, restauro”
Mons. Verdon traccia le fasi di crescita del Museo dell’Opera del Duomo dal 1891, l’anno di fondazione, al presente. Il terzo museo di Firenze per grandezza, dopo gli Uffizi e Palazzo Pitti, MOD conserva molti dei capolavori identitari del Rinascimento fiorentino, con opere di Ghiberti, Donatello, Luca della Robbia, Pollaiolo, Verrocchio e Michelangelo. Verdon parla dei restauri di questi tesori e dell’allestimento museale che li valorizza, attualmente in espansione con l’aggiunta di una nuova ala al museo esistente.
- Piero Guicciardini: “Continuità e trasformazione: l’ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo”.
L’intervento propone una riflessione sul progetto di ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze attraverso l’integrazione del contiguo Palazzo Compagni, edificio storico sottoposto a tutela. Verranno illustrate le peculiarità architettoniche e tipologiche del palazzo e il rapporto di prossimità, fisica e culturale, con il museo esistente, che ha costituito il presupposto per la costruzione di un nuovo sistema unitario.
Il contributo si concentrerà sulle strategie progettuali adottate per “legare” i due organismi, superando la loro originaria autonomia e definendo un percorso espositivo continuo, capace di connettere il patrimonio esistente con i nuovi spazi, fino a configurare un unico organismo museale coerente. Particolare attenzione sarà dedicata alle soluzioni sviluppate per l’adeguamento funzionale di Palazzo Compagni, affrontato nel rispetto delle sue caratteristiche storiche, materiche e distributive, e alle criticità connesse all’inserimento degli impianti, all’accessibilità e agli standard museali contemporanei.
Infine, verrà illustrato l’intervento di sostituzione del corpo di fabbrica novecentesco, risalente agli anni Trenta, con un nuovo volume di linguaggio contemporaneo, inteso come elemento di mediazione tra le diverse stratificazioni del complesso e come occasione per ridefinire il rapporto tra antico e nuovo all’interno del sistema museale.
Il restauro delle cosiddette “false vetrate” della Cattedrale, avviato nel 2025, rappresenta un intervento di grande interesse sia conservativo sia scientifico. Si tratta di quattro opere ottocentesche che imitano l’effetto delle vetrate policrome attraverso l’uso di tele in canapa dipinte e arricchite con sottili lamine metalliche riflettenti, costituendo un unicum nel panorama artistico.
L’intervento, ad oggi in corso d'opera sulla terza falsa vetrata, ha permesso di definire e verificare metodologie operative efficaci, adattate alla complessità dei materiali, caratterizzati da una struttura stratificata e particolarmente fragile. Le indagini diagnostiche preliminari hanno evidenziato fenomeni di degrado quali deformazioni, sollevamenti e perdita di adesione tra gli strati, guidando la progettazione di interventi mirati di pulitura, consolidamento e recupero delle superfici.
Il restauro si articola in più fasi, dalla messa in sicurezza in situ allo smontaggio, fino al trattamento in un cantiere aperto all’interno della Cattedrale e alla successiva ricollocazione. Oltre alla conservazione delle opere, il progetto sta offrendo nuove conoscenze sulle tecniche esecutive e sulle trasformazioni storiche dell’edificio, contribuendo alla valorizzazione del monumento.